Plovdiv è la seconda città bulgara per grandezza e importanza, ma è anche una delle località abitate in maniera continuativa più antiche del mondo (e ovviamente anche del paese balcanico e di tutta Europa), con tracce di insediamenti che risalgono a oltre 8000 anni fa.
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| il centro dalla nebet tepe |
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| eastern gate |
Con queste premesse e un'abbondanza di siti che testimoniano il passaggio dell'area urbana attraverso le varie fasi storiche (è stata via via dominata da traci, macedoni e greci, romani, bizantini, ottomani e bulgari), non sorprende il fatto di trovarsi davanti a una delle destinazioni turistiche più importanti e interessanti dell'Europa del sud-est, celebrata anche dal titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019 (insieme alla nostra Matera). Il suo ingente patrimonio, che va dai pittoreschi quartieri storici adagiati su 6 iconiche colline rocciose (erano 7, ma una fu spianata all'inizio del XX secolo) alle diverse aree archeologiche sparse nel centro, unito a un'atmosfera accogliente e cosmopolita favorita dal mix di culture e religioni che hanno caratterizzato la città nei secoli, possono dunque riempire con piena soddisfazione almeno un paio di giorni di visita. |
| verso nebet tepe |
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| sveta nedelya |
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| verso hisar kapiya |
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| città vecchia |
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| casa georgiadi |
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| città vecchia |
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| santi costantino ed elena |
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| santi costantino ed elena |
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| museo etnografico |
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| nebet tepe |
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| il fiume da nebet tepe |
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| nebet tepe |
COME ARRIVARE, COME MUOVERSI E DOVE DORMIRE
Plovdiv è servita da un piccolo aeroporto internazionale situato giusto una decina di chilometri a sud-est del centro, ma è molto probabile che invece si atterri a Sofia.  |
| nebet tepe |
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| nebet tepe |
La capitale dista circa 150 km e i collegamenti tra le due città sono garantiti ogni giorno sia da treni che da bus, con questi ultimi generalmente un po' più veloci; dalla stazione ferroviaria o dalla vicina stazione dei bus Yug (c'è anche un'altra stazione dei bus oltre le rotaie, ma è solo per corse nelle località limitrofe), situate nella zona meridionale dell'abitato, la città vecchia si raggiunge poi con non più di 15-20 minuti di camminata. L'area urbana di Plovdiv copre delle dimensioni non trascurabili, tuttavia per visitare i quartieri storici e la stragrande maggioranza delle attrazioni ci si può muovere semplicemente a piedi, attività favorita tra l'altro da una corposa superficie interamente pedonale. |
| casa nedkovich |
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| casa nedkovich |
Negli ultimi anni la città si è dotata di una buona varietà di alloggi, dove accanto ai classici hotel moderni od ospitati in qualche edificio tradizionale si sono aggiunte parecchie proposte da parte di privati e di piccole guesthouse che hanno portato maggiore varietà nell'offerta. Non sembra esserci una particolare zona di riferimento e le strutture sono sparse un po' ovunque; una buona soluzione sia per il vantaggioso rapporto qualità/prezzo che per la posizione in una zona molto tranquilla e residenziale ma vicina a moltissimi siti di interesse è dunque la guesthouse East Gate Rooms, che ha tra l'altro la reception in un negozio di alimentari ma il cui ingresso è totalmente indipendente. |
| nebet tepe |
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| nebet tepe |
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| città vecchia |
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| casa hindylian |
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| città vecchia |
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| verso dzhambaz tepe |
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| verso dzhambaz tepe |
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| casa klianti e casa lamartin |
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| dzhambaz tepe |
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| chiesa dell'arcangelo |
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| da dzhambaz tepe |
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| monastero dei dervisci |
COSA FARE E COSA VEDERE
La larga Boulevard Tsar Boris III scorre da nord a sud lungo una valletta tra i colli separando i tranquilli e pittoreschi quartieri con le stradine acciottolate e le abitazioni tradizionali a est dal vivace centro storico di aspetto più ricercato e monumentale a ovest.
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| foro romano |
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| foro romano e piazza centrale |
Perpendicolare a questa, Boulevard Knyaginya Maria Luiza segna invece il passaggio dai distretti storici a nord dalla parte moderna a sud, ma entrambi i grandi viali sono in verità più arterie di scorrimento del traffico che entità dedicate ai pedoni. La principale via della città vecchia è invece la direttrice pedonale formata da Ulitsa Rayko Daskalov e Ulitsa Knyaz Aleksander I, dalla quale si dipanano ulteriori reticoli di stradine pedonali o a traffico molto limitato. Percorrendo la direttrice pedonale si sfiorano, oppure si incontrano direttamente, una moltitudine di attrazioni, ma si ha anche la possibilità di osservare molti eleganti edifici settecenteschi, ottocenteschi e novecenteschi nei vari stili dominanti all'epoca. |
| odeon |
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| ulitsa knyaz alexander i |
L'estremità meridionale della via si apre sulla Ploshad Tsentralen, la piazza centrale, un vasto spazio sempre pedonale che rappresenta il fulcro della vita cittadina, visto che in parte è spesso utilizzato anche per mercati, manifestazioni e attività ricreative. La piazza ha però anche la sua importanza storica e culturale poiché confina con i Giardini Tsar Simeon, il piacevolissimo polmone verde del centro con tanti alberi, monumenti e una grande piscina con fontane utilizzate per giochi di luce e musica, ma soprattutto la spianata è chiazzata da vari recinti con i resti archeologici dell'antico Foro Romano risalente a quando l'allora Filippopoli era la capitale della provincia imperiale della Tracia. In particolare, l'area più scenografica tra queste, posizionata proprio accanto all'imbocco della via pedonale, presenta resti di botteghe e di una biblioteca, oltre a un piccolo odeon. |
| piazza stafan stambolov |
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| foro romano |
Procedendo verso nord lungo la direttrice pedonale si incontra prima la bella piazza Stefan Stambolov, con un'altra fontana monumentale al centro e le forme neoclassiche del Vecchio Municipio che catturano l'attenzione, mentre successivamente, tra statue, palazzi dalle facciate accattivanti e una moltitudine di negozi, si arriva fino alla suggestiva doppietta formata dai resti dello Stadio Romano di Filippopoli (anche se delle grandiosa struttura da 30000 posti oggi sopravvive solo una volta e la curva con le gradinate tuttavia talmente ben conservate da essere ancora usate per i concerti) affiancati dalla Moschea Dzhumaya, splendida testimonianza del periodo sotto l'impero ottomano. La direttrice pedonale prosegue poi fino al fiume Evros (anche detto Maritsa) che taglia l'abitato nella parte nord ed è attraversato da un appariscente ponte pedonale coperto con negozi che forma un vero e proprio bazar. |
| vecchio municipio |
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| foro romano e piazza centrale |
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| piazza centrale |
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| giardini tsar simeon |
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| giardini tsar simeon |
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| ulitsa knyaz alexander i |
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| moschea dzhumaya |
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| moschea dzhumya e stadio |
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| stadio romano |
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| fiume evros |
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| ponte pedonale coperto |
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| ulitsa rayko daskalov |
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| ulitsa rayko daskalov |
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| ulitsa rayko daskalov |
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| stadio romano |
Subito a est della direttrice pedonale, le stradine cominciano ben presto a salire, si entra nei quartieri più antichi e le architetture si rimpiccioliscono virando decisamente sull'aspetto tradizionale dei Balcani.
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| chiesa dell'arcangelo |
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| casa stambolyan |
La chiesa ortodossa di Sveta Marina è il primo punto di riferimento che si incontra, grazie anche alla bellezza dell'odierna costruzione risalente a metà del XIX secolo, contraddistinta da una torre campanaria in legno e dagli interni con legno finemente scolpito e splendidi affreschi. La chiesa è anche sovrastata dal massiccio montuoso che include tre dei sei colli su cui sorge l'abitato, quelli con le tracce abitative più antiche: Nebet Tepe, Dzhambaz Tepe e Taksim Tepe. La via migliore per risalire l'altura parte proprio alle spalle della Moschea Dzhumaya e in pochi minuti a piedi gira attorno alla Taksim Tepe per fronteggiare prima l'altra stupenda chiesa ortodossa della Santa Madre di Dio e, poco dopo, sbucare sopra al Teatro Romano di Filippopoli. |
| casa balabanov |
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| casa balabanov |
La meravigliosa struttura del II secolo poteva ospitare seimila spettatori ed è ancora ottimamente conservata, dando vita a un colpo d'occhio davvero notevole. La strada raggiunge poi la cresta e si divide per puntare alla cima della Dzhambaz Tepe a sud o a quella della Nebet Tepe a nord, ma tra le due estremità sono moltissime le residenze storiche ora trasformate in musei, gallerie, centri culturali o eleganti hotel, che vale la pena di visitare, con le stradine acciottolate, i giardini e i boschetti che aggiungono ulteriore fascino all'ambientazione del distretto. Sulla Dzhambaz Tepe, le pittoresche Casa Klianti e Casa Lamartin (la vicina chiesa di St. Dimitar potrebbe essere interessante, ma è sempre chiusa) fanno da preludio al parchetto prima della rupe presidiata da chiesa e convento dell'Arcangelo, dalla cui terrazza ci si affaccia su tutta la parte meridionale dell'area urbana. |
| città vecchia |
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| chiesa armena |
Sulla Nebet Tepe sorsero invece i primi insediamenti e ora ospita il sito archeologico dell'antica acropoli, da cui far spaziare lo sguardo sul fiume e sui quartieri settentrionali di Plovdiv. Prima di arrivare agli scavi però, non bisogna mancare di girare per le stradine ammirando le abitazioni tradizionali e le varie costruzioni interessanti, tutte datate tra il XVII e il XIX secolo, come: il Mevlevi Hane (monastero sufi dei dervisci di ottomana memoria), l'Antica Farmacia Hippocrates, Casa Boyadzhiev, Casa Balabanov, Casa Hindylian, Casa Furnazhiev, la chiesa armena Surp Kevork, la chiesa dei Santi Costantino ed Elena (riedificata a inizio XIX secolo, ma è in effetti il santuario più antico della città poiché le sue radici sono paleocristiane risalendo al IV secolo e, oltre ai ricchissimi affreschi e iconostasi, conserva fondamenta, tombe e altri resti molto antichi), Casa Stambolyan, lo splendido edificio del Museo Etnografico e infine Casa Krastev. |
| teatro romano |
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| monastero dei dervisci |
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| antica farmacia hippocrates |
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| sveta marina |
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| sveta marina |
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| santa madre di dio |
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| casa balabanov |
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| casa balabanov |
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| casa balabanov |
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| città vecchia |
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| città vecchia |
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| città vecchia |
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| casa boyadzhiev |
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| sveta marina |
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| in centro |
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| moschea imaret |
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| alyosha |
Uscendo dalle fortificazioni sulla collina attraverso l'arco della Hisar Kapia Gate, lungo il declivio si fa ancora in tempo ad ammirare dei gioielli come Casa Georgiadi, Casa Nedkovich, Casa Chermozemski e la bella chiesa ortodossa di Sveta Nedelya col suo caratteristico campanile, prima di scendere definitivamente dal gruppo montuoso proprio in corrispondenza della piccola area archeologica romana della Porta Orientale (la "eastern gate" della guesthouse), con rovine del II secolo. La via Mitropolit Panaret aggira tutta la collina puntando a sud in un contesto più popolare e genuino, ma si inoltra anche in un'area con altri motivi di interesse: quasi alla fine della via, la chiesetta di St. Paraskeva si abbarbica sulla roccia viva della base della Dzhambaz Tepe, mentre proprio in fondo, in corrispondenza del sottopassaggio c'è l'ingresso a degli scavi con resti di abitazioni e mosaici del V secolo. Poco distante, la Cattedrale Cattolica di San Luigi e la chiesa ortodossa di Sveta Petka fanno da contorno al grande complesso museale che ingloba i resti della Basilica dei Vescovi di Filippopoli. |
| basilica dei vescovi |
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| basilica dei vescovi |
Il sito archeologico non lascia indifferenti, con le fondamenta e la base di una basilica paleocristiana della metà del IV secolo di dimensioni notevoli per l'epoca e gli splendidi mosaici che ne ricoprivano interamente il pavimento; solo qualche centinaio di metri più a est invece, una struttura simile ma molto più piccola conserva le rovine della Piccola Basilica, risalenti al V secolo. Molto più a nord invece, il quartiere a ridosso del fiume è piacevole ma più moderno, tuttavia oltre al ponte coperto e al lungofiume vi si possono trovare alcuni edifici di eredità ottomana come degli hammam e la fascinosa Moschea Imaret del XV secolo, senza dimenticare la chiesa dei Santi Cirillo e Metodio e il Museo Archeologico con una ricca collezione di reperti traci. |
| basilica dei vescovi |
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| basilica dei vescovi |
Mancano ancora tre delle sei colline storiche che caratterizzano l'area urbana di Plovdiv, situate nella zona a ovest della via pedonale e principalmente luoghi naturalistici, panoramici e ricreativi. La più vicina alla direttrice è la Sahat Tepe, dominata dalla cinquecentesca Torre dell'Orologio ottomana e con i migliori panorami sulla città vecchia. Un quartiere gradevole e caratteristico separa quest'altura dalla collina Bunardzhika, coperta di boschi solcati da sentieri e scalinate, mostra anche i resti di un acquedotto romano, ma di assolutamente peculiare ha l'imponente Monumento ad Alyosha sulla cima, dedicato ai soldati sovietici caduti nella II guerra mondiale. Chiaramente, dai 265 metri di quota della collina, i panorami sono ampissimi e a 360 gradi, la collina più alta è tuttavia la Dzhendem Tepe (detta anche "collina della gioventù"), che sfiora i 300 metri e costituisce uno dei parchi più apprezzati dalla popolazione, ma è anche quella in posizione più defilata. |
| ponte pedonale coperto |
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| vicino al fiume |
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| santi cirillo e metodio |
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| sveta paraskeva |
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| sveta paraskeva |
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| dzhambaz tepe |
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| piccola basilica |
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| cattedrale di san luigi |
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| dalla sahat tepe |
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| torre dell'orologio |
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| dietro sahat tepe |
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| sahat tepe |
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| bunardzhika e dzhendem |
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| salendo alla bunardzhika |
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| bunardzhika hill |
DOVE MANGIARE E DOVE USCIRE LA SERA
Plovdiv è una città particolarmente vivace, dove anche di sera è facile trovare gente in giro e le alternative per cenare o bere qualcosa dopo cena sono abbondanti.
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| kapana |
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| kapana |
Il passeggio lungo la via pedonale si protrae anche di notte, ma è soprattutto lungo le stradine che la incrociano lungo il chilometro e mezzo circa del suo percorso che si trovano i locali. L'area dove è concentrata la maggior parte della movida è però il quartiere Kapana, un pittoresco labirinto di stradine caratterizzato anche da gallerie d'arte, botteghe artigiane e tanti murales, situato subito a nord della Moschea Dzhumaya e compreso proprio tra Ulitsa Rayko Daskalov e Boulevard Tsar Boris III: qui le stradine di sera sono letteralmente invase di gente e, tra bar, pub, taverne, fast food e ristoranti vari, per mangiare c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma il bar-ristorante Aylyakria merita una segnalazione grazie alla sua proposta di buona cucina tradizionale in un ambiente giovane e alla moda. |
| kapana |
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| bunardzhika hill |
Una vera istituzione in Bulgaria è poi la catena di ristoranti Happy Bar and Grill, sempre frequentatissimi da giovani e famiglie e con un menu molto ampio (ci sono molte sedi sparse in tutto il paese e ben 5 a Plovdiv, di cui una centralissima accanto a Stefan Stambolov Square e un'altra subito dopo il ponte pedonale). Affacciata sulla piazza centrale inoltre, la caffetteria Chochko è ottima per la colazione, un brunch, un pranzo veloce o una pausa caffè con dolce. La città vecchia sulle colline non ha invece molti posti dove rifocillarsi e di notte non vi si incontra molta gente, ma questo ne aumenta ancora il fascino ed è comunque completamente sicura. Per finire, potrebbe risultare utile anche il Markovo Tepe Mall, grosso centro commerciale situato subito a sud della collina Bunardzhika andando verso la stazione (nel luogo dove c'era la settima collina, quella spianata, che infatti si chiamava Markovo Tepe), con tanti negozi e diverse alternative per la ristorazione.(3-5 aprile 2026)
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| kapana |
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| kapana |
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| taksim tepe |
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| taksim tepe |
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| città vecchia |
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| città vecchia |
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| città vecchia |
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| bunardzhika |
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| dalla bunardzhika |
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| dzhendem dalla bunardzhika |
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| sahat dalla bunardzhika |
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| kapana |
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