mercoledì 15 luglio 2020

Sette chiese di Roma poco conosciute ma bellissime

Il patrimonio storico e culturale di Roma è praticamente inesauribile; in particolare le centinaia di splendide chiese sparse ovunque per la città vanno a formare un vero e proprio enorme "museo a ingresso gratuito" grazie alle tante e incredibili opere d'arte in esse contenute, ma anche a numerose chicche e curiosità.
Durante gli anni in cui insegnavo in centro, talvolta sia di mattina che nei corsi serali, avevo preso l'abitudine di passare le ore di pausa in giro in scooter alla scoperta di quante più possibile tra queste, rimanendo letteralmente a bocca aperta davanti agli immortali e famosi capolavori dei grandi artisti che le hanno abbellite (Caravaggio, Michelangelo, Raffaello, Giotto, Bernini, solo per citare i più autorevoli) ma andando a scovare anche dei piccoli gioielli, molto meno conosciuti rispetto alle chiese più celebrate e prese di mira dai turisti, ma non per questo meno belle o interessanti.
Scimmiottando un po' il popolare pellegrinaggio delle sette chiese (che, per chi non lo sapesse sono le 4 basiliche giubilari più le chiese di Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo al Verano e San Sebastiano Fuori le Mura) ho deciso quindi di parlare di 7 chiese di Roma poco conosciute ma ugualmente bellissime, sperando di fornire uno spunto utile per il vostro prossimo viaggio nella capitale.

martedì 7 luglio 2020

Il Lago di Nemi

Il Lago di Nemi è il più piccolo, coprendo una superficie di meno di 2 chilometri quadrati,  dei due specchi d'acqua dell'area dei Castelli Romani ed è situato nella parte meridionale del massiccio vulcanico dei Colli Albani, circa 25 km a sud di Roma.
lago di nemi
il lago dal vecchio pontile
lago di nemi
da sotto a genzano
La sua origine vulcanica è evidente, poiché il lago stesso si trova sul fondo di un cratere secondario nella cinta esterna del Vulcano Laziale ormai quiescente. Storicamente però, quest'area ha rappresentato un luogo privilegiato di villeggiatura e di divertimento fin dai tempi dell'antica Roma, nonché un sito sacro per la presenza di un bosco e un santuario dedicati alla dea Diana (Nemus Dianae), dalla quale derivano il nome del borgo di Nemi, che domina la scena dall'alto di uno sperone roccioso, nonché il romantico appellativo con cui spesso viene chiamato il bacino stesso (Specchio di Diana): testimonianze di tutto ciò sono giunte fino ai giorni nostri e si trovano in quantità lungo le sponde.