Georgia e Armenia (14-31 agosto 2925)
Il Caucaso lo anelavo già da tempo.
Certo, nel 2022 ero stato in Azerbaijan, un'esperienza più che positiva, ma ho sempre pensato che le maggiori potenzialità della regione risiedessero in Georgia e Armenia, così eccomi qui.
A Tbilisi però, per ora è stata solo una toccata e fuga di una notte, ma è bastata per un'ottima prima impressione, anche grazie alla goduriosa cena nello scantinato dov'è ospitato un ristorantino rustico gestito da energiche signore di mezza età (avanzata) che pare sia una specie di istituzione.
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| murales a tbilisi |
Il trasferimento a Yerevan poi è andato liscio, in un van colonizzato da cinesi (che non stavano insieme, erano almeno tre gruppetti separati) e col possente Aragats (4090 metri, la vetta più alta dell'Armenia) che scorreva dal finestrino. Nella capitale armena sono riuscito a passare mezzo pomeriggio, oltre alla serata: 3 ore di passeggiata che hanno mostrato una città vivacissima ed estremamente piacevole, l'anima in pena che alberga in me mi ha però imposto di muovermi subito perché avevo deciso che la prima vera tappa di questo viaggio sarebbe stata Gyumri e quindi già di prima mattina ero nel taxi condiviso strizzato con altri 6 passeggeri e il peggior conducente della storia, che procedeva a scatti a un livello mai visto, sembrava avesse scambiato il pedale dell'acceleratore per quello della cassa di una batteria, senza contare l'uso continuo del telefonino. |
| compagnia |
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| a gyumri |
La seconda città armena vale comunque la scomoda avventura: l'area urbana è infatti costituita per la maggior parte da splendide casette a un piano, massimo due, fatte di blocchi di pietra scura, alcune fatiscenti visto che i segni del devastante terremoto che l'ha distrutta nel 1988 sono ancora presenti e visibili, mentre altre ristrutturate sono di una bellezza sconvolgente. Il centro poi è un vero compendio di architettura e ha moltissimo da mostrare, dalle ampie piazze e viali con fontane, giardini, ststue e le classiche lapidi finemente scolpite chiamate khachkar, alle tante chiese (anch'esse in blocchi di pietra nera) e alle monumentali costruzioni di eredità sovietica e post-sovietica.Atmosfera genuina, popolazione cordiale, cibo strepitoso e vino buono: basta poco e l'Armenia già ti mette voglia di ritornarci pure se sei appena arrivato.