La cittadina di Mtskheta rappresenta la destinazione più popolare per un'escursione giornaliera partendo da Tbilisi.
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| mtskheta da jvari |
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| fiume kura |
A fare di questo piccolo centro urbano situato meno di 20 km a nord della capitale una meta tanto gettonata è la sua storia lunghissima e fondamentale per la nazione georgiana. Si tratta infatti di una delle località più antiche del paese, abitata con continuità già dal secondo millennio avanti Cristo e dalla notevole importanza fin dall'inizio. Per secoli, dal III a.C. al IV d.C., essa fu capitale del regno di Kartli (detto anche regno di Iberia, che non c'entra nulla con la Spagna ma che insieme al regno di Colchide riempiva l'area oggi occupata dalla Georgia), mentre fu sempre qui che nel 334 d.C. il cristianesimo venne adottato come religione ufficiale.  |
| centro storico |
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| centro storico |
Mtskheta è ancora oggi la sede principale della chiesa ortodossa georgiana, insignita del titolo di "città santa" e con molti edifici e monumenti civili e religiosi che ne testimoniano l'importanza nei secoli. Tale patrimonio, insieme con alcune chiese e monasteri medievali, quando la capitale fu spostata a Tbilisi lasciando comunque la cittadina come luogo di incoronazione e sepoltura dei monarchi, nonché ad alcuni siti archeologici testimoni delle radici più antiche della località, forma dunque una delle meraviglie tutelate e inserite dall'UNESCO nella sua lista fin dal 1994. |
| centro storico |
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| centro storico |
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| mtskheta square |
COME ARRIVARE E COME MUOVERSI
Come detto sopra, Mtskheta è molto vicina ai quartieri settentrionali della capitale e dalla stazione Didube partono frequenti ed economiche marshrutka e bus pubblici che impiegano meno di mezz'ora per arrivare a destinazione.
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| mtskheta square |
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| mtskheta square |
Sulla sponda meridionale del fiume Kura, un chilometro circa fuori dal centro, c'è anche una stazione ferroviaria, ma la frequenza e gli orari dei convogli non la rendono una soluzione credibile. Il punto migliore dove prendere il mezzo per il ritorno è poi la fermata lungo la via principale (che passa però fuori dalla città vecchia) a ridosso del Monastero di Samtvaro. Per il resto, l'area urbana è piccolina e si gira bene a piedi, anche se alcuni siti si trovano un po' fuori da essa e potrebbe essere necessario un taxi; per arrivare però al Monastero di Jvari o a uno degli altri monasteri sui monti circostanti, la cosa di gran lunga migliore è avere un proprio mezzo a disposizione. In città non mancano infine alternative per l'alloggio, ma a meno che non si abbiano programmi particolari, la distanza e i collegamenti con la capitale suggeriscono una comoda visita con andata e ritorno in mezza giornata o poco più. |
| nel recinto della cattedrale |
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| cattedrale di svetitskhoveli |
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| nel recinto della cattedrale |
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| nel reconto della cattedrale |
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| cattedrale di svetitskhoveli |
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| dal ponte sul kura |
COSA FARE E COSA VEDERE
Mtskheta si trova proprio nel punto in cui il fiume Aragvi (quello la cui vallata viene percorsa dalla Strada Militare Georgiana, che prosegue poi fino a Stepantsminda) si getta nel più importante Kura.  |
| cattedrale |
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| casa-museo |
Il piccolo centro urbano riempie in particolare la sponda nord-occidentale della confluenza, ma alcuni notevoli motivi di interesse si trovano anche sulle rive opposte. Punto focale di tutto (dell'abitato, dell'industria turistica del luogo e di tutta la chiesa ortodossa georgiana) è la maestosa Cattedrale di Svetitskhoveli, che da sola giustifica l'escursione. Lo splendido edificio principale risale ai primi decenni dopo l'anno mille, ma sorge su chiese più piccole, prima in legno e poi in muratura, costruite per la prima volta nel quarto secolo. |
| nel recinto della cattedrale |
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| nella cattedrale |
Il complesso è chiuso da una massiccia cinta muraria con merlature e torrette che al suo interno include anche il palazzo della diocesi, resti delle strutture precedenti, il campanile e l'edificio che ingloba il portale di accesso. L'interno è slanciato e affascinante, con i muri e i pilastri di blocchi di pietra grezza, affreschi che abbelliscono le volte e la cupola, altari e preziose iconostasi a profusione. Di fronte all'ingresso della cattedrale, Mtskheta Square è stata rinnovata cedendo un po' ai dettami turistici a discapito dell'autenticità: lo spazio infatti, quasi completamente pedonale, è stato ripavimentato su una piattaforma leggermente rialzata e chiuso da alcuni edifici istituzionali in pietra ma moderni, tra i quali uno discutibile in stile neoclassico che ospita l'ufficio informazioni, mentre il lato meridionale è una sfilata di caffè e negozi di souvenir. |
| centro storico |
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| centro storico |
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| centro storico |
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| la confluenza |
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| la confluenza |
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| cappella di santo stefano |
Il reticolo irregolare di stradine acciottolate che circonda il complesso separandolo dal fiume e dalla principale via trafficabile, è invece piuttosto pittoresco e dall'atmosfera quieta.
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monastero samtvaro
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| monastero jvari |
Pochi sono infatti quelli che si avventurano tra le casette alla ricerca di qualche scorcio pittoresco provando ad affacciarsi sul Kura (cosa non semplice a meno di entrare in qualcuno dei caffè o ristorantini sulla sponda). A tal proposito però, è conveniente spingersi fino al limite orientale dell'abitato, che si apre su uno spiazzo erboso segnato dalla minuscola, graziosa e antichissima Cappella di Santo Stefano, con un piccolo monastero attivo accanto, dove ci si può affacciare direttamente sulla confluenza dei due fiumi e godere di un panorama accattivante. Subito a nord della cattedrale invece, la casa-museo dell'artista Mikheil Mamulashvili, circondata da un meraviglioso e rigoglioso giardino, potrebbe senz'altro meritarsi dell'attenzione. |
| monastero di samtvaro |
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| museo archeologico |
Poco oltre, superato l'edificio del Museo Archeologico (purtroppo chiuso già da qualche anno), si incontra il Monastero di Samtvaro, altro sito storicamente e spiritualmente molto rilevante poiché ospitò per diverso tempo Santa Nino e conserva le tombe di Re Mirian e della moglie (ovvero la santa che contribuì alla conversione della Georgia al cristianesimo e il monarca che rese ufficiale tale conversione). Più avanti, la Necropoli di Samtvaro (anche quella chiusa nel periodo di visita) mostra sepolture che vanno dal terzo millennio a.C. fino al medioevo, mentre qualche altro centinaio di metri più in là, ormai del tutto fuori dal centro urbano, la cima di una collinetta che domina il fiume Aragvi è occupata dai ruderi della fortezza medievale di Bebris Tsikhe. |
| necropoli di samtvaro |
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| fortezza di bebris tsikhe |
Tornando invece alla confluenza, sulla sponda meridionale, raggiungibile anche a piedi (ma è un po' lungo e scomodo poiché l'unico ponte si trova vicino alla stazione ferroviaria, quasi 1 km a ovest del centro), risalendo il pendio su un sentiero si trova il sito archeologico di Armazsikhe-Bagineti, con pochi ma significativi resti, mentre sulla sponda orientale, in cima alla montagna (impossibile arrivarci senza cercare un taxi, imperdibile se si è affittata un'auto), il Monastero di Jvari, risalente al VI secolo, è un altro complesso religioso molto scenografico e di notevole importanza per la storia e l'architettura georgiana (e fa parte dell'insieme protetto dall'UNESCO), ma a risultare indimenticabile è soprattutto la strepitosa vista panoramica sulla cittadina e sui due fiumi con le loro rispettive vallate.(29 agosto 2025)
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