martedì 14 aprile 2026

Cosa fare e cosa vedere nel Kakheti, la storica regione del vino georgiana (Parte 1: Sighnaghi e il versante meridionale)

La regione del Kakheti occupa l'estremità orientale del territorio georgiano e negli ultimi anni ha sviluppato un imponente insieme di servizi turistici diventando una delle destinazioni più visitate del paese.
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sighnaghi
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mura di sighnaghi
Leggenda vuole che la vite sia endemica di queste zone e che fu qui che, migliaia di anni fa, fu prodotto per la prima volta il vino; ad ogni modo, il clima favorevole e la morfologia del territorio sono molto adatti alla coltivazione dei vigneti, che  si estendono per chilometri sulle pendici della catena montuosa Tsiv-Gombori e nell'ampia vallata del fiume Alazani. L'aspetto enogastronomico viene inoltre coadiuvato da un ricchissimo panorama storico e culturale, rendendo quindi tutta l'area estremamente piacevole e interessante, giustificando pienamente la crescente attenzione da parte di turisti e viaggiatori da ogni parte del mondo.

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verso davit gareja

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verso davit gareja

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verso davit gareja

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vicino al monastero

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monastero di davit gareja

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dal monastero

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davit gareja

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davit gareja

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davit gareja













COME ARRIVARE, COME MUOVERSI E DOVE DORMIRE

Nel Kakheti, la convenienza di affittare una macchina per avere un proprio mezzo sempre a disposizione è forse anche più evidente che nel resto del paese, non tanto per raggiungere i centri principali della regione quanto per muoversi poi tra le varie località alla ricerca dei punti salienti, che spesso sono spersi nella campagna.
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chiesa del monastero
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davt gareja
Guidare da queste parti, tra panorami affascinanti, è molto piacevole e inoltre le strade, seppur non molto larghe, sono generalmente in buone condizioni e con poco traffico; in ogni caso, le città principali come Sighnaghi, Telavi, Sagarejo e Gurjaani, sono tutte collegate a Tbilisi da bus o marshrutka, ma risulta più complicato spostarsi tra queste poiché i vari mezzi le raggiungono seguendo percorsi differenti. Le dimensioni di tutti questi centri sono in realtà abbastanza limitate e ognuno di essi non ospita moltissime attrazioni ma, come già accennato sopra, i numerosissimi motivi di interesse bisogna invece andarseli a cercare nel territorio: non mancano dei trasporti pubblici locali che potrebbero aiutare, ma non è così immediato usufruirne (se proprio non volete guidare, a Tbilisi è facile reperire buoni tour giornalieri come questo, tuttavia una sola giornata non è assolutamente sufficiente per godere di tutte le possibilità della regione).
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monastero di davit gareja
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crinale sopra al monastero
La maggior parte delle località del Kakheti è ben attrezzata quanto a presenza di guesthouse e servizi per turisti, punta di diamante dell'area risulta tuttavia la cittadina di Sighnaghi, che oltre alla posizione panoramica e all'aspetto molto pittoresco può contare su tantissime alternative per ciò che riguarda alloggi e ristoranti, rappresentando così una tappa quasi obbligata durante un tour di più giorni. Tra le tante possibilità, una soluzione veramente ottimale è la Goga Guesthouse, grazie al consueto mix tra comodità, atmosfera, accoglienza e gentilezza dei proprietari ed elevatissimo rapporto qualità/prezzo.

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steppa georgiana

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monastero di davit gareja

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sotto al monastero

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steppa georgiana

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udabno

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sighnaghi

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san giorgio a sighnaghi

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sighnaghi

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mura di sighnaghi













COSA FARE E COSA VEDERE

IL VERSANTE MERIDIONALE DEGLI TSIV-GOMBORI E IL MONASTERO DI DAVIT GAREJA

Lasciatosi alle spalle l'aeroporto internazionale di Tbilisi e superato lo svincolo autostradale, il traffico diminuisce drasticamente e ci si mette ben poco a raggiungere le prime località sul versante meridionale della catena degli Tsiv-Gombori.
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davit gareja
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davit gareja
Questa parte del Kakheti ha forse meno attrazioni di rilievo rispetto alle zone sui fianchi settentrionali delle montagne, tuttavia il fiume Iori che forma la vallata fornisce anche qui le caratteristiche geologiche che hanno reso l'area particolarmente adatta alla coltivazione dell'uva. Intorno a cittadine come Sartichala o Sagarejo, pullulano i campi e i vigneti con le varie aziende agricole che mettono a disposizione la loro sapienza per i vari tour alla scoperta del vino locale. Tra i pendii boscosi delle montagne si trovano inoltre resti di strutture militari medievali e affascinanti chiese ortodosse fortificate, 
tutte caratteristiche peculiari della regione tra le quali spicca la Cattedrale di Ninotsminda risalente al VI secolo.
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davit gareja
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davit gareja
Prima di percorrere tutto questo idilliaco paesaggio fino alla cittadina di Sighnaghi, vale però assolutamente la pena di effettuare una deviazione di diverse decine di chilometri verso sud, fino al confine con l'Azerbaijan e allo spettacolare Monastero di Davit Gareja. Già molto prima dell'obiettivo ci si godono però fascino e atmosfera della diversione: scendendo dall'altopiano il paesaggio cambia infatti totalmente, prendendo via via l'aspetto di una vallonata steppa semidesertica incredibilmente selvaggia, aspra e inospitale. Il villaggio rurale di Udabno sembra quasi un'oasi e funge da ultimo avamposto prima del tratto più impervio e scenografico, dove la strada costeggia un crinale che segna appunto la frontiera tra Georgia e Azerbaijan tra formazioni rocciose dai colori sorprendenti, per andare a terminare proprio alla base del monastero (una deviazione sterrata di alcuni chilometri porta anche al fratello minore del complesso, il Monastero di Natlismtsemeli, pure esso magico per aspetto e ambientazione, ma direi che avventurarsi in solitudine per quel tragitto è molto sconsigliabile).
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davit gareja
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davit gareja
Il Monastero di Davit Gareja fu fondato nel VI secolo dal missionario originario della Mesopotamia da cui prese il nome, ma poi ha rappresentato per secoli uno dei centri di riferimento per la cultura e la spiritualità georgiane. Il corpo principale, il lavra, è veramente spettacolare e presenta varie fortificazioni ed edifici in pietra intorno a dei cortili su differenti livelli (una sezione è ancora abitata e interdetta al pubblico poiché si tratta di un monastero attivo). Parte del complesso è però anche scavata nella roccia, con celle, grotte, alloggi, piccole cappelle e locali di servizio le cui aperture si notano sulle pareti rocciose, mentre la chiesa principale si trova nel livello più in basso delle costruzioni, raggiungibile tramite scalinate e stretti passaggi oppure dal portale secondario, in più, delle preziose pitture murali abbelliscono gli interni. Alcuni sentieri alle spalle del convento risalgono la montagna fino al crinale e lungo il cammino si possono scovare altri eremi e cappelle scavate nella roccia, grotte rupestri, rifugi e costruzioni secondarie che rendono l'idea di quanto vasto e importante fosse il monastero nel medioevo; purtroppo, poiché il costone segna anche il confine e parte di questo patrimonio si trova in territorio azero (con immancabili dispute tra i due paesi), molti di questi percorsi sono al momento chiusi al pubblico, in ogni caso il luogo è davvero bellissimo e ricco di significato.

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porta a sighnaghi

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parchetto centrale di sighnaghi

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piazza del municipio

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piazza del municipio

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sighnaghi

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sighnaghi

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sighnaghi

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SIGHNAGHI E DINTORNI

Con l'approssimarsi dell'estremità orientale, i rilievi degli Tsiv-Gombori si fanno meno imponenti, dando vita a dolci colline dalle creste boscose e proprio sulla cima di una di queste, a dominare entrambi i versanti della catena montuosa, sorge la piccola Sighnaghi, forse la località in assoluto di punta di tutto il Kakheti.
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sighnaghi
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sighnaghi
L'abitato è infatti assolutamente delizioso, con serpeggianti stradine acciottolate e colorate case tradizionali. Passeggiare a caso per il piccolo centro storico alternando la visione di angoli pittoreschi all'affaccio su suggestivi punti panoramici con la valle del fiume Alazani ai piedi e i poderosi picchi del Grande Caucaso in lontananza a nord, è la principale attività del villaggio, tuttavia alcuni siti più specifici meritano un po' di attenzione, come i resti dell'antica cinta muraria con i suoi archi di accesso, la chiesa tardo settecentesca di San Giorgio col suo peculiare campanile separato dal corpo principale, la più piccola ma graziosa chiesetta di Santo Stefano integrata con i resti di un torrione medievale merlato, il piacevole parchetto centrale dominato dalla mole del Museo Nazionale e la vicina piazza dove si affaccia il Municipio.
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chiesa di bodbe
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santo stefano
Solo un paio di chilometri a sud del centro si trova poi il Convento di Bodbe, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Caucaso poiché qui è sepolta Santa Nino, evangelizzatrice della Georgia nel IV secolo. Oltre alla chiesetta con la tomba della santa (e a un negozio di souvenir), il complesso consta anche di una basilica più grande, un alto campanile, gli edifici con gli alloggi delle suore e quelli legati all'accoglienza dei pellegrini, un cimitero e degli splendidi giardini da dove ci si può affacciare sulla valle dell'Alazani. Sotto al convento, un sentiero non troppo lungo ma che copre oltre 100 metri di dislivello (o in alternativa un giro in auto invece parecchio più lungo) porta alla sorgente sacra di Santa Nino, con una fonte battesimale dove ci si può anche immergere, una piccola chiesa e fontane dove prendere l'acqua benedetta: una specie di Lourdes in tono minore.
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chiesa di bodbe
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convento di bodbe
Cantine dove degustare il vino locale e fare acquisti non mancano né all'interno dell'area urbana che nelle strade limitrofe, soprattutto lungo quella che sale dal versante sud che è più urbanizzata. I vigneti e le tenute, intorno ai quali trovare numerosissime altre cantine con possibilità di tour e degustazioni, si trovano invece a fondo valle, in particolare nella zona dei villaggi di Chalaubani e Kvemo Bodbe a sud, oppure a nord, più vicini a Sighnaghi ma scendendo da una strada molto tortuosa quanto panoramica, in corrispondenza delle località di Anaga e Kardenakhi. Proprio in quest'ultima, una deviazione dalla via principale di un chilometro circa lungo una stretta stradina che risale la montagna tra i boschi, conduce infine alle suggestive rovine della medievale Chiesa di Sabatsminda.

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sighnaghi

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sighnaghi

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dintorni di sighnaghi

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santo stefano a sighnaghi

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santo stefano

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sighnaghi

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convento di bodbe

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convento di bodbe

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convento di bodbe













DOVE MANGIARE

La strada per Davit Gareja è pressoché deserta e fatta eccezione per qualche locale a Udabno è quasi impossibile trovare ristoro, mentre lungo la strada principale che dalla capitale porta a Sighnaghi le possibilità per una sosta dove mangiare e bere qualcosa sono molteplici, a meno che non si voglia proprio cercare una delle aziende vinicole con ristorante vero e proprio annesso.
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sabatsminda
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fonte di santa nino
A Sighnaghi c'è poi molta scelta, trattandosi probabilmente della località più fornita della regione per quanto riguarda alloggi e gastronomia. Vinerie e ristoranti sono generalmente di buon livello e molti di essi sono forniti di terrazze panoramiche all'aperto, come per esempio il Balcony, che alla vista mozzafiato abbina un ampio menu tradizionale. Per quello che riguarda il dopocena invece, oltre a una passeggiata notturna godendosi la quieta atmosfera del posto e un po' di fresco non c'è molto altro da fare, d'altronde le limitatissime dimensioni della cittadina non suggeriscono la presenza di un qualche tipo di movida.
(26-27 agosto 2025)

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fonte sacra di santa nino

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convento di bodbe

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sighnaghi dalla via per bodbe

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valle dell'alazani

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verso anaga

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vigneti nella valle dell'alazani

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chiesa di sabatsminda

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chiesa di sabatsminda


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