martedì 24 febbraio 2026

Echmiadzin, Khor Virap, Garni e Geghard: escursioni facili intorno a Erevan

Erevan non è solo la capitale dell'Armenia e il suo principale polo culturale e sociale, ma è anche una base perfetta per scoprire le molteplici meraviglie che il piccolo paese del Caucaso meridionale ha da offrire.
echmiadzin cosa fare e vedere
cattedrale di echmiadzin
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komitas square echmiadzin
In effetti, sorprende come in un territorio dalla superficie piuttosto limitata possano essere custoditi tanti motivi di interesse. Se per alcuni di essi, come nel nord del paese i canyon formati dal fiume Debed dove gli splendidi paesaggi montani sono impreziositi da superbi monasteri patrimonio UNESCO (la zona viene attraversata anche durante il trasferimento da/per Tbilisi, tra l'altro a sud di Spitak affacciandosi su aspri e bellissimi panorami montani dove spicca imponente il Monte Aragats), oppure nelle province meridionali, è necessario un po' più di tempo fermandosi magari anche una o più notti, in un raggio di una quarantina di chilometri dalla capitale vi sono invece diversi siti che meritano parecchia attenzione e che possono essere gestiti con delle escursioni di mezza giornata o poco più.
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santa sede

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santa sede

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khor virap cosa fare e vedere
khor virap

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geghard cosa fare e vedere
geghard

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geghard

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geghard

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gehard













COME MUOVERSI

Come già visto per Gyumri, è relativamente facile trovare un bus o una marshrutka diretti in una qualsiasi delle cittadine che circondano l'area metropolitana di Erevan.
garni cosa fare e vedere
tempio di garni
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khor virap
Nello specifico, nella stazione centrale dei bus o alla fermata sulla strada che passa lì davanti, si possono trovare frequentissimi mezzi per Echmiadzin permettendo la visita del fulcro spirituale dell'Armenia in totale autonomia. Dall'autostazione est nel quartiere di Nor Nork partono invece i mezzi diretti alla cittadina di Garni, tuttavia questi proseguono poi solo fino al successivo villaggio di Goght, distante ancora alcuni chilometri dal monastero di Geghard, costringendoti quindi a cercare un taxi e vanificando buona parte della convenienza economica. Esistono infine anche dei mezzi pubblici che arrivano vicino al monastero di Khor Virap, ma sono solo due al giorno e con orari che poco si sposano con la visita del sito senza immani perdite di tempo.
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cattedrale di echmiadzin
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residenza del pontefice armeno
Se, quindi, un'escursione a Echmiadzin può essere pianificata e realizzata in completa indipendenza, per il resto vale invece la pena, a meno che non disponiate di un mezzo proprio, di prendere seriamente in considerazione uno dei tour giornalieri proposti dalle tante agenzie che si trovano in città. Nelle strade intorno al Kaskad o lungo Mesrop Mashtots Avenue è infatti molto facile trovare furgoncini o postazioni che espongono cartelli con i vari tour disponibili, non resta quindi che trovarne uno con l'itinerario che fa per voi e informarsi sui giorni in cui viene svolto. I tour hanno prezzi molto convenienti, soprattutto se siete da soli o in coppia, visto che le agenzie tendono a riempire i minibus o le spaziose auto con cui effettuano gli spostamenti risparmiandovi quindi la spesa di un tour privato, una volta sul luogo poi ci si muove in autonomia e i tempi concessi per le visite sono generalmente ampiamente sufficienti. Un ottimo tour univa proprio il monastero di Khor Virap con la zona di Garni e Geghard, con partenza in mattinata e ritorno a metà pomeriggio.

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santa sede

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santa gaianè

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santa gaianè

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santa sede

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mesrop mashtots street

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chiesa di shoghakat

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santa ripsima

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zvartnots













COSA FARE E COSA VEDERE

ECHMIADZIN: LA CITTÀ SANTA DELLA CHIESA ARMENA

Cosa risaputa, l'Armenia è stata la prima nazione del mondo ad adottare il cristianesimo come religione di stato nel III secolo e la cittadina di Echmiadzin (oggi chiamata ufficialmente Vagharshapat), situata una ventina di chilometri a ovest della capitale, ne rappresenta da sempre il centro spirituale di riferimento in quanto sede del primate della chiesa apostolica armena.
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shighakat
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cattedrale
L'area urbana odierna ha un aspetto prevalentemente moderno nello stile postsovietico comune a tutti i centri principali del paese, oltre che un'atmosfera quieta e autentica. L'ampia rotonda di Komitas Square è il centro nevralgico della località e proprio sul lato sud-occidentale di questa si apre il vastissimo complesso che rappresenta la controparte armena del Vaticano. Ricchi palazzi antichi e nuovi nei quali trovano posto seminari, musei d'arte religiosa, alloggi e uffici istituzionali, sorgono accanto a chiesette secondarie in mezzo a giardini abbelliti da mausolei, monumenti e khachkar, il tutto che trova la sua apoteosi nel grande cortile principale al centro del quale si innalza la Cattedrale di Echmiadzin.
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santa ripsima
La chiesa madre del cristianesimo armeno fu completata nel 303, il che la rende la cattedrale più antica del mondo, ma fu rimaneggiata varie volte nei secoli e integrata con nuovi elementi architettonici che l'accomunano allo stile tradizionale del paese, anche se la pianta originale mostra delle caratteristiche più peculiari. Gli interni, bui e misteriosi, dall'atmosfera austera e solenne, sono splendidamente affrescati e contengono diverse opere d'arte e reliquie di grande importanza storica e simbolica. Sul lato occidentale del cortile, la monumentale Porta di Tiridate III, del V secolo, porta di fronte alla residenza pontificia. All'estremità meridionale del vasto complesso della Santa Sede sorge poi la chiesa di Santa Gaianè, una basilica a tre navate che mostra ancora l'aspetto originale di quando fu costruita nel 630.
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cattedrale di echmiadzin
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cattedrale di echmiadzin
Il patrimonio storico-culturale di Echmiadzin non finisce qui: percorrendo il viale Mesrop Mashtots, il principale della città, sul quale si affacciano anche diversi caffè e tavole calde utili per chi voglia fermarsi a pranzo (ma la vicinanza con Erevan suggerisce di tornare in città), si incontrano altre due chiese molto rilevanti: quella di Shoghakat risale al 1694 ma sorge sui resti di una mille anni più antica nel luogo di un martirio di suore nel III secolo, mentre quella di Santa Ripsima fu costruita nel 618 per contenere le spoglie della santa martire nel luogo dove fu uccisa. Infine, 5 km più a est, proprio lungo la strada che ritorna a Erevan, sorge l'area archeologica di Zvartnots, che comprende i resti dell'antica Cattedrale di San Gregorio, dalla caratteristica pianta rotonda, insieme a quelli del palazzo del primate, distrutti da un terremoto nel 930: il sito è molto affascinante e insieme al complesso della Santa Sede e alle altre chiese si fregia del titolo di patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

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santa gaianè

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zvartnots

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garni cosa fare e vedere
garni

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fortezza e tempio di garni

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canyon di garni

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fortezza e tempio di garni

















KHOR VIRAP: IL MONASTERO SIMBOLO DELL'ARMENIA

L'immagine del monastero fortificato di Khor Virap sul crinale di una collina con il Monte Ararat che si staglia maestoso alle sue spalle è forse la cartolina più famosa e rappresentativa dell'Armenia.
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khor virap
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ararat da khor virap
Oltre all'aspetto paesaggistico e benché il complesso oggi osservabile risalga solo al XVII secolo (le costruzioni originali datavano però al VII secolo), il luogo ricopre un'importanza storica e geografica particolare per gli armeni poiché è qui che San Gregorio fu imprigionato da re Tiridate III per 13 anni fino a che il monarca si convertì al cattolicesimo proclamandolo anche religione nazionale; circa un secolo prima inoltre, fu sempre da queste parti che la città di Artaxata fu fondata e proclamata capitale (purtroppo non ne rimane praticamente nulla e la moderna Artašat si trova qualche chilometro più a nord); si tratta infine del punto del paese più vicino all'Ararat che, nonostante si trovi ormai interamente in territorio turco, è in effetti il simbolo nazionale armeno.
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khor virap
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khor virap
Gli edifici che compongono il monastero si trovano su una piccola altura a un chilometro dal fiume Arras, che segna appunto il confine con la Turchia, la strada arriva però solo fino alla base della collinetta, dove c'è un parcheggio ingombro di bancarelle di souvenir e qualche caffè. Un sentiero permette di arrivare al complesso in pochi minuti: la chiesetta al centro, la cappella secondaria e le varie strutture addossate alla cinta muraria sono sicuramente interessanti e pittoresche, imperdibile è però l'aspro panorama che si apre dalla balconata o, ancora meglio, dalla vicina cima della montagnola segnata da una croce, con l'ampia vallata fluviale che si apre a perdita d'occhio e la poderosa montagna biblica che si innalza lì di fronte a solo qualche decina di chilometri. 
azat reservoir cosa fare e vedere
azat reservoir
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Da fare e vedere non c'è poi molto altro, ma le sensazioni provate sono inebrianti, poi non rimane che percorrere la strada del ritorno tra campi e villaggi: una deviazione utile taglia però attraverso la cittadina di Arevšat (i cui pali della luce lungo la via principale sono tutti curiosamente occupati da grandi nidi di cicogne, ad agosto anche con i pennuti dentro) costeggiando poi il bacino artificiale di Azat, dove fare sosta per un altro pieno di magnifici panorami, in modo da arrivare a Garni senza dover rientrare nell'area metropolitana di Erevan.

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canyon di garni

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sinfonia delle pietre

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sinfonia delle pietre

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nella gola

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sinfonia delle pietre

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nel canyon

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sinfonia delle pietre

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allevamento

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storioni

















GARNI E GEGHARD: STORIA, SPIRITUALITÀ E NATURA

Il villaggio di Garni si trova circa 30 km a sud-est di Erevan, in posizione dominante sulla valle del fiume Azat e a ridosso di alte montagne.
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geghard
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tempio di garni
La storia della località è antichissima, con una fortezza la cui prima costruzione risale a migliaia di anni fa e che dall'ottavo secolo avanti Cristo ha rappresentato un importante postazione strategica, venendo ampliata e rafforzata, prima di decadere nel tardo medioevo e venire distrutta da un terremoto nel XVII secolo. Oltre alle rovine delle mura e ai resti di fondamenta di palazzi reali e luoghi religiosi, la maggiore attrazione è sicuramente rappresentata dal sorprendente tempio greco-romano fatto costruire dal re Tiridate I nel I secolo dopo Cristo. Il tempio non è enorme, ma poggia su un alto basamento di roccia basaltica e presenta tutte le caratteristiche architettoniche di riferimento, dai frontoni ai colonnati con capitelli ionici: esso non sfuggì alla distruzione del terremoto, ma fu perfettamente ricostruito nel 1975 utilizzando quasi solo i pezzi originali sparsi a terra.
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geghard
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geghard
La fortezza di Garni si trova su uno sperone roccioso a picco sul profondo canyon scavato dall'Azat e si apre su dei panorami sensazionali. La gola stessa è l'altra principale attrazione della zona, dato che una stradina accessibile dal paese ne percorre il fondo permettendo di ammirare le curiosissime formazioni rocciose dette "Sinfonia delle Pietre", formate da colonne basaltiche a pianta poligonale (simili a quelle della famosa Scalinata del Gigante in Irlanda del Nord). Vicino all'ingresso della gola c'è inoltre un ristorante con vasconi di allevamento per pesci e si può liberamente andare a osservare trote e storioni che nuotano placidi, oltre che abbeverarsi alla fonte che sgorga proprio lì. La piccola area urbana ospita anche un altro paio di chiesette storiche interessanti, mentre sentieri nella natura lungo la valle o sulle alture circostanti permettono di arrivare a un paio di scenografici monasteri in rovina, tuttavia il picco scenico si raggiunge rimanendo invece sulla via principale per un altra decina scarsa di chilometri.
geghard cosa fare e vedere
geghard
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geghard
Oltre il villaggio di Gogh, alla fine della strada, dove la valle si fa più stretta e ripida e la vegetazione comincia a diradarsi, sorge lo stupendo Monastero di Geghard. Il complesso fortificato, patrimonio UNESCO, fu fondato da San Gregorio nel IV secolo intorno a una grotta con una sorgente sacra, ma quello che si vede oggi è in massima parte medievale. Intorno ad esso ci sono diverse rupi rocciose con le quali il monastero è integrato, tanto che diversi edifici tra cappelle e chiese secondarie, mausolei e ambienti dei monaci, sono in parte scavate nella roccia, così come la sala dove è ancora possibile osservare la sorgente. La chiesa principale al centro è pure molto scenografica, ma un po' tutti i locali del complesso presentano fini decorazioni e bassorilievi scolpiti direttamente nella roccia: un insieme dove paesaggio, atmosfera, architettura, arte e spiritualità concorrono a farne uno dei luoghi imperdibili dell'Armenia. Tornando a Erevan infine, una sosta se la merita l'Arco di Charents, più per l'ampio panorama sulla vallata dell'Arras con l'Ararat in lontananza che per la struttura in sé.
(18 e 19 agosto 2025)

geghard cosa fare e vedere
geghard

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arch of charents
dall'arco di charents

arch of charents
arco di charents

arevsat armenia
cicogne ad arevsat


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