venerdì 6 maggio 2022

Istantanee Spagna: il diario del mio viaggio di capodanno in Extremadura, Castiglia e Aragona

Il viaggio di Natale-Capodanno 2021-2022 è stato particolare, un po' perché organizzato al volo dopo la forzata cancellazione di quello che avevo organizzato in Giordania, un po' per il finale "coviddesco", ma in ogni caso è stata sempre un'esperienza arricchente. Ecco quindi il consueto diario scritto rimettendo insieme i post su facebook pubblicati durante il viaggio stesso.


SPAGNA (24 DICEMBRE 2021 - 12 GENNAIO 2022)

Seriamente pensavate che avrei passato le vacanze di natale a casa? 

Certo, lo scherzetto è stato pesante: togliere la Giordania dalla lista D a 8 giorni dalla partenza è sembrato proprio un dispetto (non so a chi, ma i motivi sembrano molto più politici che sanitari), reso incomprensibile dalle condizioni pandemiche in cui versa lo stato mediorientale, migliori di quelle di tanti altri stati lasciati in quella lista. Però non mi sono perso d’animo (molti santi hanno però perso il loro posto in cielo e sono caduti sulla terra, per festeggiare il natale tra la gente direi) e ho organizzato al volo un altro viaggetto in una zona più “sicura”, finendo così nella regione spagnola che si dice sia la più povera di tutte: l’Estremadura, lontana dal mare ma al confine col Portogallo. 

diario di viaggio in extremadura e aragona
bienvenido
E così, eccomi a passare il natale a Caceres, che non è né la città più grande della regione né la sua capitale, ma è forse il centro turistico e ricettivo di maggior importanza. Per arrivarci ci vogliono 4 ore di treno da Madrid attraverso buona parte della Mancha, una desolata brughiera verde e ondulata che scorre in un susseguirsi di muretti a secco, pecore e vacche al pascolo, bassi alberi e arbusti, stagni, ruscelli e pietraie coperte di muschio. Dopo Plasencia poi, lo spettacolo raggiunge il suo picco con le rovine di un ponte romano e i paesaggi acquatici formati dallo sbarramento sul fiume Tago.

diario di viaggio in extremadura e aragona
in piazza a caceres
C’è da dire però che Caceres merita davvero, ha infatti una città alta circondata da mura con all’interno un vasto e incredibile insieme architettonico medievale e rinascimentale. Sarà lo stato di conservazione clamoroso, sarà l’assenza di macchine e la quasi assenza di persone (vista la stagione, anzi, visto che anche qua a natale la gente sta a casa a magna’ e beve), ma al suo interno la mattina di natale sembrava quasi di trovarsi davvero nel millequattrocento…quasi milleecinque (in realtà qui si parla più di milleesei, ma vabbè). Il pomeriggio del 24 invece, i bar brulicavano di gruppetti di giovani e non, impegnati a bere e festeggiare; peccato che all’ora di cena fosse ormai tutto chiuso e per mangiare qualcosa mi sono dovuto affidare a un salvifico kebabbaro e a un emporio cinese vicino all’hotel (poi ho scoperto anche un minimarket aperto 24 sempre), però oggi a pranzo mi sono rifatto: in un bar nella zona moderna apparentemente insignificante e dove nessun turista andrebbe (sono quelli dove si mangia meglio) mi sono fatto un "cachopo" che bastava per 3, mi sa che lo digerirò a capodanno.

Ecco alcune cose che mi hanno colpito:

  • La quantità di persone sul treno che sono scese a Navalmoral de la Mata, manco fosse una metropoli;

  • La bella Plaza Mayor di Caceres si trova FUORI dalla cinta muraria, non mi era mai successo;

  • La lunghezza (o forse dovrei dire la cortezza) delle minigonne che frotte di ragazze diciottenni o giù di lì indossavano fuori ai baretti il pomeriggio del 24, quasi tutte senza calze. A dicembre. In Estremadura. Oddio, non che facesse così tanto freddo in realtà, però io comunque stavo in pile e giacca a vento. Sarà la gioventù. No, anche quelle un po’ più grandi le indossavano, forse sarà l’alcool.


Emerita Augusta, per gli amici: Merida.

No, non è una persona sgradevole, ma una bellissima città.

diario di viaggio in extremadura e aragona
ristorante per ragazzi
diario di viaggio in extremadura e aragona
ristorante per ragazze
La capitale dell’Estremadura (per ragioni storiche, non certo per l’importanza che ha ora visto che è anche piuttosto piccoletta, sarà pressappoco come Velletri) ha il patrimonio archeologico romano più impressionante di tutta la Spagna. Durante l’impero era infatti la capitale della provincia della Lusitania e l’impronta imperiale ancora si vede tutta. Quanti posti oltre alla stessa Roma possono ancora vantare un teatro (molto ben conservato peraltro), un capiente anfiteatro e un enorme circo che per dimensioni non ha nulla da invidiare al Circo Massimo? E poi: terme, acquedotti su cui nidificano frotte di maestose cicogne, ponti sul fiume Guadiana e sul suo piccolo affluente, templi e resti vari.

Non vedevo un monumento con una bella lupa capitolina dai tempi della Romania.

Un po’ come sentirsi a casa, no?


Di certo i giorni intorno a natale non sono il periodo più comodo se si vuole andare alla scoperta dell’Estremadura. I collegamenti tra le varie località, anche non particolarmente lontane tra loro, che ho idea che anche in altri periodi non brillino per frequenza, sono ridotti all’osso. Ho così deciso di fare un piccolo investimento e noleggiare una macchina per un paio di giorni, in modo da essere libero di muovermi attraverso questa selvaggia e affascinante regione.

diario di viaggio in extremadura e aragona
daje
Prima tappa è stata immancabilmente Trujillo, al momento poco più di un villaggio ma alcuni secoli fa centro di non trascurabile importanza e luogo di origine di alcuni dei più grandi figli di puttana della storia. Qui hanno infatti trovato i loro natali delle personcine simpatiche e accomodanti del livello di Francisco Pizarro e Francisco de Orellana, grandi esploratori e killer spietati. Il centro storico, dove si possono visitare anche le case di famiglia di questi “illustri” personaggi, è talmente pittoresco da non sembrare vero. Roba da andarci con tutte le batterie dei vari apparati fotografici completamente piene, perché ogni angolo vale la pena di essere immortalato.

Da lì, poi, una strada in mezzo al nulla permette di raggiungere la graziosa Plasencia, non prima di aver attraversato però un luogo altamente suggestivo: il parco nazionale di Monfrague. 

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ansia
Il fiume Tago attraversa queste zone scavando una stretta vallata, con i dintorni costellati di verde e da qualche castello sul cocuzzolo delle alture, ma è in corrispondenza di una gola stretta tra due pinnacoli di roccia che si raggiunge il massimo picco scenico. Basta alzare di poco lo sguardo infatti e l’attenzione viene immancabilmente catturata da decine e decine di enormi rapaci scuri che volteggiano silenziosamente descrivendo cerchi nell’aria. Si, questa è terra di "buitres", i grandi avvoltoi neri. Il loro incedere lento e regolare immerso nel completo silenzio, non c’è che dire, un po’ d’ansia la mette (non come le simpatiche cicogne, che sbattendo il becco fanno un casino della madonna, al livello di un martello pneumatico), però che figata!

Plasencia infine, forse meno celebrata di altre città della zona, ma sicuramente piacevole, interessante e con un patrimonio storico, culturale e architettonico che non va assolutamente sottovalutato. Si, questa prima giornata da driver esaltato mi ha regalato molto.


Mettetemi a disposizione un’auto mentre sono in una terra straniera e sicuramente nella mia mente scatterà un qualcosa del tipo: “vado lì, poi lì, poi anche lì, poi invece lì e se mi avanza un po’ di tempo pure lì e forse infine pure laggiù, in culo alla luna”.

Sono fatto così, ho l’anima dell’esploratore.

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ci sta sempre bene
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rock fratello
Però nel secondo giorno di giri in Estremadura con una macchina affittata mi sono dato una regolata, ma che difficoltà. Una fitta nebbia ha accompagnato il viaggio fino a Badajoz, la città più grande della regione e uno dei due capoluoghi di provincia (l’altro è Caceres e, come anche in Galizia, la capitale regionale Merida non è invece capoluogo provinciale: non lo trovate insolito?). Fondata dagli arabi, ne reca visibilissime le tracce, con un’Alcazaba che da una piccola altura domina il fiume Guadiana e le decorazioni degli edifici nella scenografica Plaza Alta.

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c'è a chi piace
Poi, ancora verso sud fino ad arrivare alla celebrata Zafra, che mostra un aspetto che ricorda più i pueblos blancos andalusi che le suggestioni medievali-rinascimentali extremeñe. E proprio qui, imboccando la via del ritorno, il cartello “Sevilla 138 km” mi ha fatto vacillare, ma entro 3 ore avevo un’auto da restituire e la mattina dopo un hotel da lasciare, perciò è finita lì.

A questo punto, ho cambiato totalmente prospettiva e dalle desolate lande occidentali sono venuto a passare il capodanno a Saragozza, così de botto, senza senso (seee, era già tutto bello che programmato!), ma l’Extremadura si è rivelata una sensazionale scoperta, dove storia, cultura, arte e gastronomia renderebbero felice chiunque; altro che regione più povera e sperduta della Spagna.


Ho cominciato il 2022 nello stesso modo in cui ho finito il 2021: bestemmiando!

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bella toledo eh
Premesso che, dopo che intorno a natale il tempo è stato piuttosto piovoso, sono già diversi giorni che tutti gli altopiani centrali della penisola iberica, dal confine col Portogallo ai Pirenei, sono baciati da un tiepido sole che si innalza su un cielo azzurro…tranne che in due località. Una giornatina a riveder Toledo aveva creato i presupposti, quando dopo un’ora col tempo limpido, il bus si era andato a infilare in un banco di nebbia causata dal fiume Tago che si immette nella gola accanto al quale sorge la bella città storica castigliana, che così mi sono dovuto visitare rinunciando ad alcune famose e scenografiche vedute panoramiche.

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pure saragozza però
Così poi, quando il 31, dopo quasi 300 km di treno veloce passati tra il blu del cielo e il marroncino della terra, all’approssimarsi di Saragozza (che sorge in una larga depressione modellata dal fiume Ebro), il mezzo si è andato a infilare in un fitto banco di nebbia, memore del giorno precedente ho iniziato a tirar giù santi come fossero bruscolini. Un po’ di azzurro si è visto solo a metà pomeriggio del 1 gennaio e oggi pomeriggio (e giù veloce a scattare qualche foto senza tutto quel bianco opprimente).

Comunque: Saragozza, Caesaraugusta per la storia, fondata appunto dal primo imperatore romano Cesare Ottaviano Augusto, ma poi centro di uno dei califfati dei mori per tornare successivamente ai cristiani e prosperare fino al re cristiano per eccellenza, il Ferdinando che si sposò Isabella e riunì il regno di Aragona con quello di Castiglia. Ma già agli albori della storia cittadina la religione cristiana prese la sua importanza: pare infatti che nel 40 d.c. l’apostolo Giacomo Maggiore, Santiago pe’ capisse, quello del cammino, vide la Madonna, che al tempo era ancora viva e stava da qualche altra parte, seduta su un pilastro e in barba alle battute decise invece di fondare la prima chiesa ad essa dedicata della storia. Al giorno d’oggi, la basilica di Nostra Signora del Pilar, aggiunta su aggiunta, è veramente mastodontica ed è la maggiore attrazione cittadina. Tuttavia questa basilica non è la sola cattedrale cittadina, titolo che invece divide con la vicina chiesa del Seo.

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governo aragonese
Ecco, a molti di voi quest’ultimo nome fa certamente pensare a tutte le regole per spingere un sito internet o un blog in cima alla lista dei risultati di una ricerca su google; io però, che nonostante il mio sangue e la mia anima puramente genzanesi, per ragioni logistiche (l’ospedale nuovo di Genzano lo stavano ancora costruendo, più logistiche di così…oddio, ora tutti i nuovi nati della zona sud-occidentale dei Castelli Romani sulla carta d’identità avranno scritto “Ariccia”, mamma mia, manco pedalino je vorrei esse!) sono nato ad Albano, non posso fare a meno di immaginare due abitanti di quest’ultima ridente cittadina scambiarsi le proprie impressioni sugli interni clamorosamente (e anche insospettabilmente per quanto si vede da fuori) ricchi e belli di tale chiesa:

A: Seo, che cattedrale bella, ma come se chiama?

B: Seo!

A: Già, ma non lo sai come se chiama?

B: Seo!

A: Ho capito, piace pure a me, ma se non sai il nome puoi pure dirlo eh…

Ecco, a questo punto mi è presa la curiosità di scoprire se in qualche parte del mondo esistono anche le chiese dell’anvedi (così pure i romani capiscono de che sto a parla’), del chié, dell’avao e del mané òòòò.


Eccomi quindi a casa con una settimana di ritardo a causa di un dannatissimo test positivo che mi ha tenuto in quarantena in Spagna, da totalmente asintomatico, fino a ieri; quindi, in riferimento al racconto precedente, il 2022 sta andando avanti con me che bestemmio senza sosta. 
diario di viaggio in extremadura e aragona
verso l'expo
Senza quindi entrare nel merito di ciò che mi è successo (tranne per il fatto che ho scoperto che “Only murders in the building” è una serie carina) o della situazione sanitaria spagnola, italiana o mia, cose di cui non ho proprio voglia di parlare, il post finale dei miei diari di viaggio, scritto come sempre da casa, mi serve, come da tradizione, per tirare le somme del viaggio.
Vado quindi ad elencarvi le mie considerazioni e alcuni fatti e curiosità:
- Tra i vantaggi della Spagna, ancora di più dell’Estremadura che sta più a ovest e meno in Aragona che è situata a est, c’è il fatto che anche durante i giorni più corti dell’anno il sole tramonta ben dopo le sei (la Spagna si trova sul fuso orario di Greenwich ma adotta l’ora dell’Italia e di tutta l’Europa centrale); per contro, alle 8:15 di mattina è ancora buio pesto.
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protettore degli amari
- Durante le vacanze di natale vedrete ben pochi turisti a Caceres e dintorni, potrete godervi le bellissime città storiche alla grande, peccato che le piazze centrali e altri punti salienti siano deturpati da decorazioni natalizie di dubbio gusto.
- Le città dell’Estremadura sono tutte piene di alberi di aranci a dicembre carichi di frutti, non so se siano buoni o quelli selvatici molto amari, non li ho assaggiati, però quelle si che sono decorazioni natalizie belle.
- Mi sembra di aver capito che in qualsiasi centro storico della Spagna vi troviate, se incontrate Calle Ancha potrete essere sicuri di due cose: 1) di “largo” non ha proprio niente; 2) scatterete una foto.
- Cicogne e avvoltoi: i patiti del birdwatching in inverno in Estremadura faranno i salti di gioia come dei ragazzini davanti a una torta al cioccolato.
- Sarà perché molti conquistadores sono extremeños purosangue (oltre ai due simpaticoni di Trujillo mettiamoci anche un pezzo da novanta come Hernan Cortes e Vasco Nuñez de Balboa, ma le città coloniali di TUTTA l’America Latina, dal Messico alla Patagonia, hanno qualcosa (o in alcuni casi anche molto più di qualcosa) che ricorda Caceres, Trujillo, Plasencia e vicine: ah, anche gli uomini duri amano l’aria di casa!
- I poteri forti vogliono tenerci nascoste le reali dimensioni di Navalmoral de la Mata, è evidente! Sebbene su wikipedia risultino più o meno gli abitanti di Ariccia e vedendola non sembra (ci deve essere un ologramma proiettato sulla città che la fa sembrare più piccola), dopo quanto successo anche all’andata sul treno, le persone che sull’autobus del ritorno sono salite sul mezzo, che prima di essa era quasi vuoto, suggeriscono una grandezza paragonabile a quella di Londra. Perché nascondere la vera natura di questa megalopoli della Mancha? SVEGLIAAA!!!11!!1
- Nella cattedrale del pilar di Saragozza, su una colonna accanto alla cappella della vergine del pilar, ci sono due bombe: tre di queste furono sganciate sulla chiesa all’inizio della guerra civile spagnola ma nessuna di loro esplose, quindi hanno pensato di esporle per certificare il miracolo.
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il coso
- Sempre nella cattedrale del pilar, inglobato in una struttura più larga ma visibile in un punto ben preciso, c’è il pilastro su cui si dice apparve la madonna ed è oggetto di culto, cioè tutti (anche Woytila ha partecipato) vengono qui ad adorare e a baciare un palo di travertino su cui si dice la madonna abbia poggiato le chiappe.
- Una delle vie più importanti di Saragozza, che traccia un semicerchio intorno al fiume seguendo l’antico tratto delle mura cittadine, si chiama “el Coso”. Già immagino un dialogo dove un turista spiega a un altro come arrivare in un posto: A - per arrivare là devi fare il coso; B – il coso cosa, devo prendere il tram? ; A – No, il coso!; B – il bus?; A – No, devi percorrere il coso; B – ma il coso cosa?
- Se siete in inverno nella Spagna centrale e c'è una bella, limpida e fredda giornata di sole, state lontani dalle città sui grandi fiumi come il Tago o l'Ebro: probabilmente saranno ricoperte di nebbia come è successo a me in visita a Toledo e Saragozza.
- Ve l'ho già detto che “Only murders in the building” è carina e divertente?
Alla prossima (speriamo finalmente da qualche luogo più “esotico”).





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